Ho letto gli articoli, ora spero di riuscire a leggere anche il libro... Nel frattempo, un piccolissimo "pensiero in libertà": i nostri ragazzi non sono poi così diversi da come eravamo noi alla loro età, con pensieri, speranze, paure, noie, prof e materie più o meno amati e odiati...il fatto è che a volte ci sfugge, e non ce lo ricordiamo più, che c'erano (e ci sono) professori capaci di tenerti avvinto con uno sguardo, una parola, un gesto, e altri che potrebbero star lì tutta la vita, ma di loro non ricorderai assolutamente nulla... Una cosa che davvero è diversa, invece, è la stima sociale: le famiglie e la società in genere tendono a delegare responsabilità e doveri ad altri, perchè è più facile e serve molto meno sacrificio, molta meno fatica! I nostri genitori, se venivamo rimproverati a scuola (e di solito era giustamente) davano ragione ai prof o per lo meno ci spiegavano che comunque evidentemente un motivo ci doveva essere stato; adesso, se un ragazzo viene richiamato alla responsabilità e ai "doveri" (mamma mia come suona fuori moda questa parola,e invece è così attuale) i genitori subito lì a giustificare, a dire che il prof è fuori di testa, che tanto la vita vera è fuori della scuola... Lo so che sembro decisamente "del millennio scorso" (e lo sono!) ma vorrei tanto che ci fosse finalmente una via di mezzo tra il delegare e giustificare a tutti i costi e l'eccessiva severità che impedisce il dialogo; io mi sforzo di far sì che, nel mio piccolo, questo accada, o per lo meno...ci provo, e so che ci sono molti altri che fanno lo stesso in silenzio, quotidianamente, lontano dai clamori mediatici. Io ho fiducia, nonostante tutto.
Ho comprato il libro 3 ore fa!!
RispondiEliminaVal la pena discuterne
aggiungo allora qualche elemento al dibattito:
RispondiEliminahttp://ltaonline.uniroma3.it/immersioni/643-eccitazioni.html
Ed ancora: http://ilvasodipandora.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/02/21/la-versione-di-paola/
RispondiEliminaE l'articolo di Pietro Citati su "Repubblica":
RispondiEliminahttp://www.repubblica.it/scuola/2011/02/09/news/studio_inutile-12235340/
Ho letto gli articoli, ora spero di riuscire a leggere anche il libro...
RispondiEliminaNel frattempo, un piccolissimo "pensiero in libertà": i nostri ragazzi non sono poi così diversi da come eravamo noi alla loro età, con pensieri, speranze, paure, noie, prof e materie più o meno amati e odiati...il fatto è che a volte ci sfugge, e non ce lo ricordiamo più, che c'erano (e ci sono) professori capaci di tenerti avvinto con uno sguardo, una parola, un gesto, e altri che potrebbero star lì tutta la vita, ma di loro non ricorderai assolutamente nulla...
Una cosa che davvero è diversa, invece, è la stima sociale: le famiglie e la società in genere tendono a delegare responsabilità e doveri ad altri, perchè è più facile e serve molto meno sacrificio, molta meno fatica!
I nostri genitori, se venivamo rimproverati a scuola (e di solito era giustamente) davano ragione ai prof o per lo meno ci spiegavano che comunque evidentemente un motivo ci doveva essere stato; adesso, se un ragazzo viene richiamato alla responsabilità e ai "doveri" (mamma mia come suona fuori moda questa parola,e invece è così attuale) i genitori subito lì a giustificare, a dire che il prof è fuori di testa, che tanto la vita vera è fuori della scuola...
Lo so che sembro decisamente "del millennio scorso" (e lo sono!) ma vorrei tanto che ci fosse finalmente una via di mezzo tra il delegare e giustificare a tutti i costi e l'eccessiva severità che impedisce il dialogo; io mi sforzo di far sì che, nel mio piccolo, questo accada, o per lo meno...ci provo, e so che ci sono molti altri che fanno lo stesso in silenzio, quotidianamente, lontano dai clamori mediatici. Io ho fiducia, nonostante tutto.